maggio 14, 2019 / by Luca / Soldi / No Comments

Cosa Sono i Prestiti Cambializzati

I Prestiti Cambializzati sono dei Prestiti da rimborsare esclusivamente con delle cambiali a cadenza periodica. La cambiale è un titolo di credito che, come gli altri, ha lo scopo di differire il pagamento in un tempo concordato ma ha anche la particolarità di poter essere usata stabilendo date che non necessariamente rispettano uno scadenzario fisso (ad esempio mensile).

Questo permette una pianificazione del credito sulla base delle necessità soggettive di chi lo sottoscrive, determinando uno scadenzario basato sulle prospettive personali di introiti e valutando così, autonomamento, tempi e modalità della propria solvibilità. Se, ad esempio, il richiedente sa di ricevere somme di danaro in un certo periodo dell’anno, potrà chiedere di fissare una data immediatamente dopo e, in questo modo, mettersi al sicuro relativamente alla solvibilità.

La cambiale ha alcune caratteristiche sulle quali è utile soffermarsi.

In primo luogo si tratta di un titolo all’ordine. Questo significa che può essere “girata” e dunque trasferita ad altro soggetto. In secondo luogo è un titolo “astratto” perchè non c’è traccia delle motivazioni che hanno indotto a richiederlo nè gli elementi valutati per la sua concessione. Altro elemento importante è che si tratta di un titolo “esecutivo”, vale a dire che siccome è regolato da un bollo dello Stato, per pretenderne l’incasso non c’è bisogno di ricorrere al giudice che emetta un decreto ingiuntivo.

Una particolarità della cambiale è che la scadenza può essere definita in diversi modi: 1) a vista, cioè con esigibilità immediata al momento della presentazione; a certo tempo vista, cioè a decorrere di un certo tempo dal momento della presentazione della cambiale; a data certa, e cioè in una data precisa definita e riportata sulla cambiale; a certo tempo data, vale a dire decorso un certo tempo dall’emissione.

Cambializzare un Prestito
Le cambiali sono di due tipi:
1) la cambiale tratta, che viene stipulata tra due persone. In questo caso si tratta di un ordine incondizionato di pagamento che il traente emette nei confronti del debitore. Il beneficiario della somma, nel caso di questo tipo di cambiale, potrebbe essere anche diverso dal traente.

2) il pagherò (o semplicemente cambiale o vaglia cambiario), che invece è caratterizzato da una promessa di pagamento (anch’essa però incondizionata) dell’emittente al debitore in cui sono chiaraemte espresse somma, data di scadenza e luogo in cui avverrà il pagamento.

In ambedue i casi le figure coinvolte sono due: l’emittente (colui che si assume l’obbligo di pagare) e il prenditore (colui in favore del quale è stata sottoscritta la promessa di pagamento).

Il prestito cambializzato è dunque un prestito caratterizzato dall’emissione di cambiali e, per sua natura, è un prestito a tasso fisso. L’accesso a questo genere di prestito è aperto sia a lavoratori dipendenti che autonomi. Anche in questo caso – come per i prestiti personali al consumo – l’importo fin anziato deve essere restituito nel tempo massimo di 120 mesi e la somma finanziabile con questo strumento può arrivare fino a 60.000 euro.

Chi può richiedere un Prestito Cambializzato?

Naturalmente possono richiedere Prestiti Cambializzati i liberi professionisti, i lavoratori autonomi, i lavoratori dipendenti e anche coloro che, seppure in una posizione lavorativa non idonea, sono in grado di presentare garanzie a tutela del debito che andranno a stipulare. E’ evidente che da questo punto di vista il prestito cambializzato non è dissimile da qualsiasi altra forma di prestito o finanziamento.

La cambiale è regolata da un decreto regio del 1933, a dimostrazione della sua diffusione e permanenza nel nostro sistema creditizio. Tuttavia non si tratta di uno strumento privo di controindicazioni proprio per la sua particolare veste formale. La cambiale, infatti – esattamente come per gli assegni scoperti – è soggetta a protesto. Il mancato pagamento della cambiale alla data stabilita abilita il beneficiario a procedere al protesto che viene registrato nel registro informatico dei protesti e decade solo dopo cinque anni. Inutile dire che la posizione di protestato comporta un notevole danno sia sul piano delle relazioni finanziarie (non è più possibile accedere al credito) sia sul piano dell’immagine professionale. Tuttavia, in alcuni casi particolari è possibile richiedere la cancellaione del protesto. In particolare per avvenuto pagamento del titolo; per riscontro di errore nella determinazione del protesto (per esempio una segnalazione fatta con una data sbagliata) o per cosiddetta “riabilitazione”, e in questo caso si tratta dell’intervento del Presidente del Tribunale che ravvisa nelle somme richieste un reato di usura.

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